Attentato in Afghanistan, Notizie contrastanti

E’ di un morto e due feriti il bilancio di questa mattina ad Adraskan, località nel nord-ovest dell’Afghanistan, a un centinaio di km da Herat. Fonti ufficiali si prodigano a riferire che l’attacco si è svolto dall’esterno del compound nel quale il carabiniere ucciso e i due carabinieri feriti stavano svolgendo una missione di addestramento.

Non si tratta del primo caso di “incidente” nell’addestrare le nuove forze dell’ordine afghane, in passato, neanche troppo tempo fa, furono impiegate dai talebani tattiche simili contro americani e inglesi.
Una agenzia di Herat comunica infatti un rapporto diverso, un poliziotto afghano avrebbe riferito il coinvolgimento di un collega, rendendo oscure e discutibili le dichiarazioni ufficiali.
Solo 3 giorni fa i talebani si son resi protagonisti di un’azione di guerriglia durata 12 ore: luogo dello scontro un hotel-ristorante vicino Kabul. La dinamica non è chiara ma da indiscrezioni pare che l’attacco abbia tenuto sotto scacco numerosi civili, una quarantina. 12 ore di orrore, 23 morti, seguiti dall’attacco di oggi che aggiunge un altro giovane morto alla lista degli italiani deceduti in missione di “pace”.

Chi si espone alla luce mediatica per dire al popolo Italiano o al mondo intero che in Afghanistan si stanno facendo progressi o non ha idea di ciò che accade o non ha coscienza di ciò che dice.
Semplici domande affollano la mente.
Quanti morti ancora dovremo subire prima di dire basta ad una occupazione illegittima?
L’Afghanistan è il nostro prototipo di guerra sbagliata e ingiustificata, sarebbe ora di dire la verità, quali sono le ragioni del nostro impegno nelle missioni di “pace”? Missioni svolte rigorosamente con armi automatiche, supporto di artiglieria e aviazione.
E’ stato forse interpellato il popolo italiano per una decisione democratica a riguardo?
Stiamo sostenendo il presidente Hamid Karzai, implicato in brogli elettorali, presidente ad interim dal 2004.
Siamo sicuri sia la persona migliore per il futuro dell’Afghanistan?
Cosa penseranno le generazioni future se nessuno avrà fatto niente per fermare l’ennesima guerra civile che noi stessi abbiamo creato e promosso?

Unica cosa certa è l’abbandono dei famigliari delle vittime, italiani, afghani o iracheni che siano. Funerali imponenti, grandi parole di sdegno e cordoglio, una breve manifestazione di solidarietà, una lapide e tutto come prima, anzi no…

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