Vertice UN-Lega Araba oggi a Ginevra.

Mentre si vocifera una eventuale destituzione con l’uso della forza è da notare lo spiegamento di forze che in queste ore si concentra attorno alla Siria.
Forze turche si sono concentrate ieri lungo il confine, le autorità affermano che sono schierate a difesa dei perimetri nazionali turchi, tuttavia l’azione di ricognizione mancata, avvenuta il 22 Giugno dimostra che l’aggressività e la tensione potrebbe aumentare a dismisura.
Gli spostamenti militari sauditi mirano a rendere sicuri non solo i confini nazionali, ma anche ad intervenire nel qual caso l’Iran si azzardi a rispettare gli accordi con i siriani.
Le truppe sono infatti già schierate lungo i confini con l’Iraq e la Giordania, pronte ad intervenire nel caso l’esercito iraniano o la sua aviazione decida di prendere parte agli scontri.
Risulta in stato di allerta anche l’esercito israeliano, altro player importante in questa vicenda che da mesi fa parlare di sè senza esporre i propri interessi per un eventuale dopo-Assad.
Evidentemente l’intero panorama arabo attuale è stato disegnato e previsto attorno all’eliminazione sistematica di ogni resistenza, l’uso di forze altrui in maniera da logorare vincitori e vinti.
Ricorda la strategia di Zbigniew Brzezinski nell’affrontare la crisi afghana.
C’è da temere che le rivoluzioni attuali sposorizzate dalle potenze occidentali porteranno ad una situazione totalmente instabile e insostenibile, dove sunniti uccidono sciiti che a loro volta tentano di uccidere alawiti, questi reagendo uccidono entrambi. Sono scenari che ci hanno proposto in Iraq, in Libia e non manchiamo di vederne gli effetti in Siria.
La Siria è il penultimo ostacolo alla realizzazione di un panorama arabo “unificato” con il sangue. Il primo passo che invischiò il regime di Assad fu sicuramente la condanna mediatica all’indomani dell’assassinio del premier libanese Rafik Hariri. Condanna che portò ai primi embarghi e alle successive sanzioni.

Se la Russia sosterrà quest’oggi la Siria la guerra civile continuerà fino ad esaurimento di una delle parti, poichè è l’occidente a fomentarla.
Se la Russia non porrà alcun veto la Siria sarà condannata e con lei tutte le altre regioni del medio-oriente. Sarà una guerra tra fratelli dove gli unici che ci guadagnano sono i produttori di armi e chi le vende.

Pare chiaro che le vittime saranno militari, civili, donne e bambini, giocati su una scacchiera da potenze ben più grandi che a fine partita abbandoneranno il tavolo stringendosi la mano.
Ciò che si lasceranno alle spalle sarà con tutta probabilità una landa desolata e semi-radioattiva, dove la vita non ha più alcun valore.

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