Probabile avvelenamento, nuova pista per la morte di Arafat

Yasser Arafat avvelenato con del polonio 210. Sarebbe quanto è emerso da una ricerca finanziata dalla tv del Qatar Al-Jazeera e approvata dalla sua vedova. Gli esami, eseguiti all’istituto di radiofisica di Losanna, hanno dato conferma a tutte quelle teorie secondo le quali la morte del leader palestinese non fosse naturale. Dagli esami effettuati sugli effetti personali di Arafat, tra cui vestiti (come ad esempio la Kefiah), sono emerse grandi tracce di polonio, circa 20 volte la quantità necessaria ad uccidere un essere umano. Esami più approfonditi potranno essere effettuati solo se verrà autorizzata la riesumazione della salma.

Nel corso degli anni Yasser Arafat è stato più volte vicino alla morte ma in nessuno dei casi si è trattato di morte naturale. È scampato a diversi attentati e bombardamenti a lui indirizzati e persino ad un disastro aereo, dove fu l’unico sopravvissuto.

Il polonio è un elemento radioattivo estremamente raro in natura che solitamente si trova nei minerali di uranio. Il Polonio-210 è l’isotopo più disponibile di questo elemento ed è stato reso famoso, nel 2006, dal caso di Aleksandr Litvinenko, ex spia del KGB, ma in questo caso la dose utilizzata sarebbe molto minore, rendendone più difficoltosa la rilevazione. I suoi effetti sull’organismo umano comprendono vomito, cirrosi e coma, tutti quanti manifestati dal leader palestinese prima di morire. Inoltre pare che il leader palestinese godesse di buona salute prima di avere un crollo improvviso e inaspettato, che lo ha portato infine alla morte.

A seguito di queste novità emerse oggi, secondo il Telegraph, il sospetto è immediatamente ricaduto sul Mossad, il servizio segreto israeliano. Del resto la polizia inglese, che ha avuto a che fare alcuni anni fa con il caso Litvinenko, ha affermato che solo un organizzazione sofisticata, come ad esempio un’agenzia di intelligence nazionale, può essere in grado di reperire e utilizzare una sostanza come il Polonio-210.

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