Il governo Taglia ma non Ricuce

Come previsto i tagli da attuare per l’attuale decreto legge “spending review” del governo Monti pare tocchino più gli interessi degli italiani che aiutarli ad uscire dalla situazione attuale.
Tra i tagli notiamo con dispiacere che ad essere interessati dalle forbici dei ministri ci sono ospedali, tribunali e come abbiamo potuto notare nell’articolo “Governo Monti:Tagli Estivi” anche fondi che tutelano famiglie e persone ammalatesi a causa dell’uranio impoverito. Si tratta di uno tra tanti dei fondi colpiti dalle forbici onnipresenti del governo tecnico.
Da eliminare 60 province entro Agosto, 22.000 posti letto per gli ospedali e non si contano i posti di lavoro persi. Tagli all’università per 200 milioni che andranno a favorire la scuola privata.

Questo è il testo di giustificazione per l’attuale taglio universitario:
“La bozza di decreto per il contenimento della spesa pubblica (spending

review) non prevede nessun aumento dei fondi per le scuole paritarie.
Secondo quanto la Dire ha potuto verificare i 200 milioni indicati nel
testo come previsione di spesa per il sistema degli istituti non statali
non sono altro che una parte della quota annuale giá prevista per
queste scuole che ammonta in tutto a 500 mln. Questa seconda tranche,
così come la prima, ha subito un taglio lineare rispetto allo scorso
anno ed è dunque in calo. Un calo che, secondo quanto spiegano tecnici
del Miur alla Dire, negli ultimi anni è stato “costante”. C’è stato,
insomma, un amento del taglio. “Nessun aumento di fondi” per le private.
Ed è “solo per caso” se la cifra assegnata agli istituti privati
coincide con il taglio previsto per l’universitá. I tecnici al lavoro
sul testo fanno notare che la “polemica che si è innescata sui fondi
alle private si inserisce in un clima giá difficile e non aiuta il
lavoro”. Le due cifre (scuola privata e universitá) “sono indipendenti e
non vanno fatte interpretazioni dei numeri che le accoppino. I due
capitoli non sono vasi comunicanti.
Anche nel fortuito caso che il governo stesse tagliando in maniera paritaria entrambi i settori, pubblico e privato, sarebbe comunque un segnale di sconfitta.
Difficile dare fiducia ad un governo che non ne ha mai avuta perchè non eletto ma impostoci da Bruxelles.

Anche le forze armate dovranno accontentarsi del 10% di organico in meno, proprio quando nelle “missioni di pace” i comandanti si sbracciano per avere un minimo di supporto in più. Una battaglia persa in partenza.
Il professor Monti ha proposto “la spending review” per evitarci l’aumento dell’IVA al 23% (ennesimo spauracchio), ci propina di continuo la scusa che è l’Europa a chiedere riforme a gran voce.
L’Italia commissariata secondo i giustizialisti deve fare il suo ruolo quindi dopo mezzo secolo di declino il tecnico propone  leggi draconiane per risollevare il paese, leggi che la Casta accetterà senza battere ciglio. La Casta ovvero i nostri rappresentanti si litigano le briciole e a noi resterà l’Iva maggiorata, posti letto in meno per il ricovero e tribunali inefficienti.  Il tutto nell’ignoranza più completa grazie a un sistema scolastico che è ormai ai minimi storici.
Certo, non stiamo parlando del nostro paese come esempio, siamo in declino da 50 anni e ogni settore lamenta carenze d’aiuti e assenza dello Stato, ormai decentrato, denazionalizzato e pronto all’assimilazione europea.
La direzione intrapresa dall’Italia e da questo governo è senza via d’uscita, chi pensa che queste misure risolleveranno il paese dovrà presto ricredersi, se non lo ha già fatto.

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