Macchine e androidi dagli Stati Uniti

Il budget di difesa statunitense risulta essere il più grande al mondo, al 2011 la spesa è stata 692.000.000.000 di dollari, sette volte più della Cina, la seconda classificata. Mentre Obama elimina i benefici ai veterani, le spese per la difesa non accennano a diminuire, per le sole nuove tecnologie l’agenzia governativa DARPA riceverà come da loro richiesto per il 2013 2.82 billioni di dollari.

La DARPA, collaborando con società come la Boston Dynamics (La Boston Dynamics è una società di ingegneria robotica che ha sede a Waltham, nel Massachusetts) è pioniera delle nuove tecnologie sviluppate prevalentemente per l’industria militare.
Numerosi sono i prototipi che molti avranno già potuto conoscere su YouTube, semplicemente navigando tra le notizie.
Sarà senza dubbio controverso un loro impiego sul campo di battaglia poichè l’uomo nella storia conosciuta non ha mai combattuto contro robot, sarà dunque uno scenario incredibilmente nuovo. Viene subito in mente Terminator, uno scenario apocalittico che pare avvicinarsi sempre più rapidamente.
Tempo fa a rischio era la privacy, persa in una lotta impari con le telecamere ormai onnipresenti ad ogni angolo di strada.
Un domani potrebbero esser usati robot per sedare rivolte o manifestazioni dove per ora la mano dell’uomo è ancora necessaria ma sempre più riluttante contro i propri simili.
Attualmente sono già in uso vari dispositivi di tipo acustico e microonde piuttosto discussi. Il primo in grado di danneggiare gravemente l’apparato uditivo, il secondo capace di rovinare gli occhi e i tessuti della pelle. Si tratta di progetti per controllare le masse.

Il primo è LRAD (Long Range Acoustic Design, sviluppata dalla American Technology Corporation), produce suoni di grande intensità a discrete distanze, è uno strumento dissuasivo al quale esistono contromisure come tappi per le orecchie.

Il secondo progetto è l’ADS (Active Denial System, sviluppato dalla US-Army), un’apparecchiatura capace di provocare dolore ai primi strati della pelle senza danneggiare gli organi. Chi viene sottoposto a questo tipo di esposizione ha la tendenza a voler scappare dal dolore il più in fretta possibile. La sensazione è quella di una bruciatura e l’esposizione duratura non è stata scientificamente studiata per ovvie ragioni.
Ad oggi non si conoscono contromisure.
Entrambi i sistemi sono pensati per dirigere altrove manifestanti indisciplinati, che sia giusta la loro causa o no.

E’ di Marzo invece la notizia della creazione di un nuovo tipo di plastica capace di ripararsi da sola e indicare eventuali danni “sanguinando” una sostanza di colore diverso.
Queste scoperte incredibili sembrano rivelare un trend ben preciso, la creazione di un organismo umano artificiale. Le società implicate si sono suddivise vari compiti: alcune studiano l’intelligenza artificiale, altre sviluppano tessuti in grado di assomigliare sempre più alla pelle umana. Gli esoscheletri sono già stati costruiti e sono bene o male funzionanti. Molta attenzione è stata data ai dettagli del viso, le società che se ne occupano pare siano in una furiosa competizione data l’incredibile varietà di prototipi in circolazione. Leader in questo settore sono indubbiamente le industrie giapponesi.
Secondo questo trend il futuro potrebbe riservarci delle sorprese come il trovar difficile distinguere tra umano e robot, il doverci confrontare con loro ed eventualmente combatterli. Attualmente l’unico vero ostacolo è l’autonomia poichè le risorse richieste superano di gran lunga quelle disponibili. Una volta superato l’ostacolo si potrà dunque procedere alla produzione in massa.

Il futuro in mano alla tecnologia militare è tutt’altro che limpido, a poco servono le garanzie degli industriali, dei politici o dei media se vengono smentiti quotidianamente dalla realtà dei fatti.
Impossibile dimenticare i droni Predator in volo tra l’Afghanistan e il Pakistan, velivoli senza pilota che  sono protagonisti di bombardamenti oltre i confini afgani, portatori insomma di contenziosi tra Washington e Islamabad poichè spesso le vittime di tali azioni sembrano essere civili riuniti per occasioni come funerali o matrimoni.

Vogliamo proporvi in questo articolo alcuni dei nuovi prototipi che più ci hanno colpito, nel farlo vi invitiamo a riflettere sulle possibili implicazioni etiche e sociali dell’uso di queste apparecchiature affascinanti, rappresentanti di un dubbio progresso poichè non sono garanti della salvaguardia dell’uomo o del pianeta, piuttosto lo mettono in gioco.

Robotica e Miniaturizzazione:

Il prototipo più noto della Boston Dynamics è il BigDog, un robot quadrupede creato appositamente per il trasporto di materiale. I suoi progetti sono finanziati dalla DARPA (l’agenzia governativa statunitense che si occupa dello sviluppo di tecnologie avanzate per la difesa).
Il BigDog ha le dimensioni di un cane di taglia grande, pesa 110kg ed è capace di portare un carico di 150kg. Le quattro gambe del robot sono azionate da un sistema idraulico mosso da un  motore a due tempi da 15cv. In questo modo riesce a muoversi a 6.4 Km/h e superare inclinazioni di 35°. L’equilibrio del robot è mantenuto da circa 50 sensori monitorano in tempo reale la sua posizione e le forze che agiscono su esso modificando di conseguenza la potenza del motore e la posizione delle quattro gambe. A partire dal BigDog sono stati sviluppati altri due modelli: l’AlphaDog, un modello più avanzato del precedente ma senza particolari innovazioni; il Legged Squad Support System, un modello sviluppato per l’uso militare attualmente in sviluppo, con molteplici innovazioni come, ad esempio, un sistema di “visione” dell’ambiente circostante.

Oltre al BigDog è stati sviluppato il LittleDog, un robot di dimensioni molto più contenute, sempre sviluppato con l’appoggio della DARPA, è concepito soprattutto come piattaforma di sviluppo per ulteriori progetti.

Sempre tra i progetti di ispirazione animale abbiamo il Cheetah (Ghepardo), un robot quadrupede in grado di muoversi a circa 30 Km/h. Questo robot è ancora in fase sperimentale e sono previsti ulteriori miglioramenti nel corso del 2012.

Un altro prodotto degno di nota della Boston Dynamics è il RiSE. Si tratta di un robot in grado di scalare delle pendenze verticali come muri o alberi. È dotato di 6 zampe, mosse da motori elettrici, e di una coda, mentre il suo corpo snodato gli consente di affrontare cambi di pendenza ad angolo retto (come ad esempio il passaggio da un pavimento ad un muro). La sua lunghezza è di soli 25cm e il peso è pari a 2 kg. I movimenti sono controllati da un computer che gestisce i dati raccolti dai vari sensori.

Infine vi è quello che potremmo definire come il “modello di punta” della Boston Dynamics, ovvero il PETMAN. Si tratta di un robot antropomorfo in grado di camminare, correre, salire le scale e muoversi a carponi. È stato sviluppato per l’uso nei test di tute antichimiche, ma le sue potenzialità potranno portare ad ulteriori sviluppi anche al di fuori dell’ambito originale. Sono serviti 13 mesi per la progettazione e 17 per l’assemblaggio.

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