Ultime notizie da Damasco

Secondo i media occidentali il governo di Damasco sarebbe tradito da sempre più collaboratori, alcuni vicini a Bashar el Assad, altri messi in disparte all’inizio delle ostilità in Siria.
Non si conoscono i numeri esatti, si sà però che i canali che i fuggiaschi intraprendono sono con il Libano e con la Turchia.
Proprio qualche giorno fa son stati bombardati alcuni ribelli al confine con il Libano e non mancano i movimenti per tentare di arginare ingressi indesiderati dal confine turco.
Davanti ad un nulla di fatto sul piano diplomatico, son state presentate stragi che neanche l’UN sa definire ad opera del regime tanta è la confusione.
L’uso di armi pesanti non è in discussione, carri armati che esplodono e muri di abitazioni ridotti in frantumi sono solo alcune delle prove di ciò che accade. Serve poco per informarsi e vedere che la Siria è attaccata da tutte le direzioni,  un suo tentativo di difesa risulta quindi legittimo e comprensibile. Nell’ovvia situazione attuale ognuno tenta di scambiare la responsabilità con l’altra fazione. La verità è che nessuno ha ragione e la prima causa di destabilizzazione nella regione è il disaccordo. L’intero mondo arabo sta combattendo una guerra dove l’unico perdente rischia di essere lui stesso.
L’occidente gioca la partita da esterno, usando la buona vecchia strategia: dividi et impera.

Da ultime notizie  l’esercito siriano sempre più disperato, parebbe mobilitare tutte le apparecchiature SCUD presenti sul territorio. L’occidente è a conoscenza di un centinaio di queste apparecchiature il cui raggio d’azione di massimo 700km includerebbe ovviamente Israele.
Le testate possono essere armate con materiale biologico, chimico o semplicemente esplosivo.

Si pensa invece che il reattore distrutto da Israele nel 2007 fosse indispensabile per equipaggiare le testate con materiale nucleare. Queste notizie non fanno che aggravare una situazione esplosiva, accellerando probabilmente le misure restrittive da parte della Nato.
Interessante appunto notare le differenti interpretazioni della risoluzione di Ginevra adottata lo scorso 30 Giugno: La Russia sostiene il non-intervento e la risoluzione pacifica, la Nato invece invoca a gran voce soluzioni militari.
Una cosa  è scontata, l’intervento militare non può avvenire senza il consenso dell’opinione pubblica o almeno di una sua parte.
Il risultato del reality che stiamo vivendo sulla pelle degli altri sarà forse altrettanto scontato: l’uomo in sè ha sempre gradito gli spettacoli circensi che fanno largo spreco di sangue, dalle arene del Colosseo alle Corride, per non parlare della cultura Sud-Americana che issò il sacrificio umano a più alta espressione religiosa e sociale.
I media hanno portato nelle case di ognuno di noi la possibilità di giudicare e decidere arbitrariamente chi ha ragione e chi ha torto, nonostante noi non si sappia nulla sulla situazione o sull’argomento.
Pilotati i nostri giudizi in modo criminale si può dunque ottenere una massa di persone totalmente d’accordo sulla linea da intraprendere.
Quello che vedremo in Siria sarà l’ennesimo episodio di violenza, niente di diverso dalla Libia dove non avevamo alcun diritto di destituire Gheddafi aiutando i ribelli. Nessuno fermerà queste operazioni finchè non sarà troppo tardi, una guerra mondiale in medio-oriente sta concretizzandosi sotto i nostri occhi e noi tutti non facciamo altro che mostrare il nostro pollice verso a chiunque chieda aiuto disperatamente, prima di esser giustiziato.
Questa è la nostra resposabilità, le nostre mani appaiono indirettamente macchiate di sangue anche se non brandiamo la spada nell’infierire il colpo mortale all’avversario.

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