Aviazione del futuro

In questi ultimi anni si sente sempre più parlare di operazioni militari portate a termine da “aerei senza pilota”. I media tradizionali li definiscono spesso, erroneamente così ma il termine corretto è “aerei a pilotaggio remoto” in quanto un pilota è presente pur non trovandosi fisicamente sul mezzo. Questi mezzi sono anche in grado di seguire un profilo di volo pre-programmato in maniera autonoma ma sono comunque monitorati via satellite. I più conosciuti, resi famosi dalle recenti incursioni USA in Pakistan sono gli RQ-1 Predator e gli MQ-9 Reaper, ma è in servizio anche il più grande RQ-4 Global Hawk. Il Reaper avrebbe partecipato anche all’azione che ha portato alla cattura e all’uccisione di Muammar Gheddafi, colpendo il convoglio in fuga sul quale viaggiava il colonnello. Gli aerei senza pilota sono inoltre utilizzanti  in scenari non tipcamente bellici, ne è un esempio l’incidente della centrale di Fukushima, quando un Global Hawk statunitense si avvicinò alla centrale per scattare foto a infrarossi utili a rilevare la situazione dei reattori dopo le esplosioni.

Postazione di comando di un RQ-1 Predator

Questo tipo di aeromobili ha sempre suscitato un particolare interesse per via della segretezza che li avvolge. È il caso dell’RQ-170 Sentinel, utilizzato principalmente in Afghanistan, senza mai essere stato ufficialmente presentato, e del quale non si hanno dati precisi se non che presenti caratteristiche stealth. A giudicare dalla denominazione conferita dall’USAF (aeronautica statunitense) si tratta comunque di un aereo da ricognizione (la R nella prima parte del nome sta per “Reconnaissance”, ovvero ricognizione).  Il 4 dicembre del 2011 la tv iraniana ha mostrato uno di questi velivoli apparentemente intatto che, stando a quanto affermato, è stato dirottato con un software particolare e fatto atterrare in un aeroporto del paese. Non essendo note le specifiche dell’RQ-170 è ipotizzabile che gli iraniani siano in possesso di un velivolo con caratteristiche esterne simili al Sentinel che tuttavia, soprattutto riguardo alla dotazione elettronica, pare non rispecchi il modello vero.

Esistono anche degli aerei a pilotaggio remoto di dimensioni molto contenute, come ad esempio lo STALKER della Lockheed Martin. Si tratta di un aereo assemblabile sul posto e lanciabile a mano con un autonomia di circa 20 Km. Pilotabile utilizzando un semplice joystick dell’Xbox 360 è in grado di fornire riprese anche in infrarosso. Su questo modello è stata da poco introdotta una nuova tecnologia in grado di poter ricaricare le batterie tramite un raggio laser inviato da terra. Il funzionamento del sistema è illustrato nell’immagine sottostante.

Il funzionamento dello STALKER può essere visto in questo video promozionale della Lockheed Martin:

Un altro mezzo a pilotaggio remoto, progettato sempre dalla Lockheed Martin è l’elicottero K-MAX UAS. Derivato dal Kaman K-MAX, un elicottero leggero convenzionale utilizzato in campo edile come gru volante, grazie alle sue grandi capacità di carico. Differisce da quest’ultimo per l’assenza di personale a bordo ed è concepito per poter trasportare rifornimenti. È attualmente impiegato in alcuni test in Afghanistan. È possibile vederlo in azione in questo video:

Quella che abbiamo dato è solo una visione d’insieme di un panorama molto diversificato che vede l’introduzione di novità in rapida successione.
In futuro i compiti più rischiosi, non solo in ambito militare, verranno certamente portati a termine da macchine di questo tipo. Pensiamo, ad esempio, ad un servizio anti-incendio basato su elicotteri come il K-MAX, oppure all’impiego di velivoli come il Predator o il Global Hawk per operazioni di ricerca e soccorso in mare. Lo sviluppo di queste tecnologie non dev’essere strettamente legato al campo militare, in quanto la loro applicazione in ambito civile può sicuramente portare ad una maggiore efficienza nello svolgimento di quelle che oggi sono considerate operazioni ad alto rischio, proprio come è stato dimostrato nel caso della centrale di Fukushima.
Non resta che aspettare e vedere in che modo le nuove tecnologie verranno applicate in questo campo.

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