Volare basso

Windjet, un nome che richiama il vento, perfetto per una compagnia aerea, peccato che proprio quella compagnia stia precipitando e sembra senza alcuna speranza.

Da mesi si vociferano problemi alla compagnia Catanese che per anni ha rappresentato una valida alternativa agli alti costi della compagnia di bandiera, per collegare la Sicilia al resto dell’Italia ed a buona parte dell’Europa. La flotta aerea constava di 14 velivoli di medie dimensioni, e per i passeggeri Windjet nel corso degli anni il servizio era migliorato; decisamente più efficiente, permettendo così alla compagnia di diventare la prima low cost Italiana.
Allora perché questo crollo che in Inverno è sembrato quasi improvviso, che ha aperto a mesi di trattative, accordi saltati per finire con più di 10.000 passeggeri lasciati a terra da Windjet?
Pare che il problema sia da identificare oltre che nei continui rincari del carburante, che per un volo incide sull’70-80% del prezzo complessivo del biglietto, negli ingenti debiti della compagnia Siciliana, per cifre che si aggirano intorno ai 140-150 milioni con un fatturato dichiarato di Windjet di 242 milioni di Euro.
Le domande che vengono però in mente riguardano lo stato delle altre compagnie aeree che operano in Italia; possiamo davvero affermare che la loro situazione sia più sana di quella di Windjet? Ci siamo forse già dimenticati delle circostanze finanziarie in cui versava Alitalia fino a poco tempo fa? E ancora, basta il fatto che la compagnia Siciliana sia privata per non ricevere lo stesso sostegno che è stato garantito ad Alitalia quando era la compagnia nazionale a navigare in brutte acque?!

Al momento Alitalia sta cercando di tamponare, spinta anche dall’Enac, il difficile scenario che si è creato, offrendo voli notturni a tariffe fisse agevolate da e per gli aeroporti di Catania e Palermo ai passeggeri che avevano prenotato con Windjet entro il 10 Agosto, garantendo un parziale servizio fino ai primi di Settembre; alla compagnia Catanese infatti è stata revocata dal 12 Agosto la licenza di volo; e gli aerei, posseduti con un contratto di leasing, sono stati tutti restituiti ai locatori creditori tranne uno che è stato sequestrato dall’Aeroporto di Catania, anch’esso creditore della compagnia. Resta il problema di tutelare legalmente i numerosissimi consumatori che avevano prenotato dei voli Windjet, e che hanno già pagato per un volo per il quale dovranno sborsare altri soldi alle famose “tariffe fisse speciali” e, se è comprensibile che altre compagnie non possano accollarsi i costi del fallimento Windjet, non è accettabile la ripetizione del pagamento del biglietto. Così una società fallita si ritroverà a dover fronteggiare moltissimi utenti creditori, sicuramente molti più dei 10.000 contati fino ad oggi, che pretenderanno, si spera non invano, di avere rimborsati i biglietti pagati a Windjet.
Forse sarebbe stato più semplice che si attuassero misure come quelle proposte tempo fa per Alitalia. Per non parlare di tutti gli utenti in possesso del carnet, che avevano pagato in anticipo, ed a prezzi un po’ più elevati, uno stock di biglietti sempre usufruibili fino ad esaurimento posti e con possibilità di prenotazione fino a 3 ore prima del volo; questi utenti rischiano infatti di non avere le adeguate tutele, visto che non hanno effettuato nessuna prenotazione ufficiale!

In tutto questo restano poco chiare le dichiarazioni del proprietario di Windjet Nino Pulvirenti, il quale afferma “”Facciamo parlare le carte. Fra qualche periodo si saprà esattamente cose è successo, chi ha le responsabilità e chi deve pagare per quello che è successo”, lasciando presagire che non sia tutto alla luce del sole.

Alitalia, con cui la Siciliana tratta da fine Gennaio, dal canto suo accusa la collega di non rispettare gli accordi sottoscritti i primi del mese, chiudendo ogni spiraglio alla possibilità di una sua acquisizione; c’è chi invece avvisa, in un’eccessiva concentrazione di quote di mercato a favore di Alitalia, l’impossibilità d’acquisizione di Windjet oltre che degli altissimi costi che comporterebbe una simile operazione, decisamente inopportuni per una società come Alitalia, appena scampata alla catastrofe: per non incorrere nei limiti posti dall’Antitrust e poter acquisire Windjet  dovrebbe cedere alcune licenze di volo, cosa che causerebbe ingenti perdite anche alla compagnia di bandiera.

L’Enac intanto pressa perché la low cost applichi le condizioni previste per i rimborsi con Regolamento Comunitario 261/2004, che se disattese porteranno ad una serie di sanzioni aggiuntivi a carico di Windjet.
La situazione resta quindi tesa, confusa e instabile.

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